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09/02/2021

La febbre dalla A alla Z

4 minuti

Improvviso rialzo febbrile: come devo comportarmi se sospetto sia Covid?

Fino a che non viene eseguito il tampone di controllo, ecco tutte le norme di igiene e profilassi che consentono di accudire il piccolo limitando al massimo i possibili contagi inter-familiari

I bambini si ammalano meno degli adulti di Covid-19 e in generale sembrano anche meno infettivi. Ciò nonostante, se il piccolo di casa ha sintomi sospetti, è bene procedere come se fosse a tutti gli effetti portatore del virus, almeno fino alla prova del tampone. Quindi è necessario dare al bambino uno spazio per dormire e passare la maggior parte del tempo.

L’igiene degli ambienti è fondamentale, così come quella delle mani e della biancheria di casa. E per ciò che riguarda la mascherina, è possibile ma solo aldi sopra dei due anni di età.

In questo particolare periodo, ogni rialzo febbrile viene vissuto con sospetto e timore che possa essere ascritto al Covid-19. Posto che non per forza deve essere così e che, quindi, non è corretto drammatizzare la situazione, è però giusto adottare le necessarie contromisure utili a limitare i rischi di contagio familiare. Ciò, paradossalmente, è quasi più utile a garantire la salute degli adulti, specialmente di coloro che hanno raggiunto una certa età e vivono insieme a noi: sono loro, infatti, i più vulnerabili all’azione del virus.

Impariamo a identificare i sintomi per restringere il campo

Il sospetto di Covid-19 può a sua volta essere rafforzato se, insieme alla febbre, compaiono anche altri sintomi: quello più spesso presente è la tosse (38%), seguito dalla rinite (20,8%). Un’altra manifestazione spesso riferita e correlata al Covid-19 è la diarrea (16%), come è stato accertato da uno studio condotto su oltre 50 centri di infettivologia su tutto il territorio nazionale da parte della Società Italiana di Pediatria e dalla Società Italiana di Infettivologia Pediatrica.

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I bambini sembrano meno infettivi degli adulti

Una buona notizia per tutti i nuclei familiari in cui vivono bambini è il seguente: i bambini, oltre a essere in genere meno suscettibili all’infezione da SARS-CoV-19, risultano anche essere meno portatori di virus all’interno dei nuclei familiari. Numerose ricerche hanno infatti stabilito che il loro ruolo, per ciò che riguarda l’evoluzione della pandemia, è stato marginale, rispetto a quello degli adulti. Basti pensare alla ricerca svolta da Andrea Crisanti nella popolazione di Vo’ Euganeo nella primavera del 2020. Epidemiologicamente parlando, tra i 234 bambini arruolati nello studio per verificare l’esposizione al virus, nessuno di essi al di sotto dei 10 anni aveva sviluppato positività, anche se 15 di loro avevano avuto modo di vivere in famiglie in cui c’erano adulti contagiati. Sembra quindi più probabile che siano gli adulti a trasferire la malattia ai piccoli, rispetto al contrario e ciò lascia quindi supporre una minore contagiosità dei bambini, i quali, quindi, possono essere accuditi con una maggiore sicurezza. Una ricerca apparsa su Jama Pediatrics, a sua volta, ha anche accertato che il tasso di trasmissione del virus tra i bambini che vivono in comunità è dimezzato rispetto a quanto non accada nella popolazione adulta.

Improvviso rialzo febbrile: come comportarmi se sospetto sia Covid?

Possono indossare le mascherine?

In questi ultimi mesi è nata, in ognuno di noi, la consapevolezza dell’importanza di indossare una mascherina come strumento per evitare la diffusione del contagio. Abbiamo anche imparato che le mascherine di tipo chirurgico servono essenzialmente per limitare l’emissione delle goccioline di saliva che possono trasmettere il virus nell’ambiente, mentre le cosiddette FFP2 sono in grado anche di esercitare una protezione “in entrata” essendo state studiate per la protezione dalle polveri sottili, pertanto è più indicata per l’adulto che accudisce, rispetto al bambino che ha manifestazioni cliniche compatibili con il Covid-19. L’indicazione di uso delle mascherine è sconsigliata al di sotto dei due anni e, più in generale, se il bambino non è in grado di gestirla per la possibile pericolosità dei lacci. I bambini più grandi, se sospetti Covid, possono invece indossarla e non si deve temere che possano ricevere scarsa ossigenazione dall’utilizzo di questo strumento.

Le norme igieniche per chi accudisce

Una volta stabilito come i bambini possano limitare l’ipotesi di contagio è importante stabilire come l’adulto deve gestire il bambino malato, dato che il piccolo ha necessità di essere accudito esattamente come se fosse alle prese con una patologia assai più banale. La prima esigenza è quella di trovare per lui un ambiente di casa in cui possa dormire separato dagli adulti e, se possibile, avere anche dei servizi igienici a disposizione, che andranno puliti e disinfettati (si usano alcol o candeggina, a questo scopo). Anche l’igiene dei giocattoli è importante e deve essere eseguita con detergenti igienizzanti ben sciacquati e lasciati poi asciugare all’aria. La stanza abitata dal piccolo va igienizzata quotidianamente usando detergenti a base alcolica o di ipoclorito di sodio allo 0,1% e operando frequenti ricambi d’aria, avendo però cura di non fargli prendere freddo. Lenzuola, asciugamani e peluches vanno lavati separatamente rispetto ai capi della famiglia, a 60° di temperatura.

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L’accudimento andrebbe fatto da un solo adulto

Una norma prudenziale suggerita è la seguente: per gestire il piccolo paziente affetto da Covid-19 (o sospetto tale, se non certificato da un tampone) sarebbe opportuno che un solo adulto fosse preposto al suo accudimento. Ciò, banalmente, per diminuire le occasioni di esposizione al virus negli altri adulti di casa. Purtroppo (ma necessariamente) l’adulto dovrà dotarsi di mascherina FFP2 e guanti monouso, eventualmente anche nel caso in cui si dovesse procedere al cambio del pannolino, dato che i liquidi biologici possono essere una possibile fonte di contagio. Un’ultima indicazione riguarda l’allattamento: considerata la bassa trasmissibilità del virus da parte del lattante e il fatto che la suzione dal seno non è un veicolo di trasmissione, l’allattamento non è sconsigliato e, quindi, indossando la mascherina, può essere svolto liberamente.

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