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01/04/2020

La febbre dalla A alla Z

3 minuti

I rialzi febbrili in estate

Nella bella stagione siamo sempre e comunque al sicuro dalle malattie febbrili? Purtroppo non è così. Gli sbalzi di temperatura e la non perfetta igiene degli impianti di condizionamento dell’aria possono portare a tracheiti, faringiti e otiti “fuori stagione”.

Virus e batteri non vanno in vacanza e, quindi, ammalarsi durante le ferie è possibile. Per prevenire al massimo questi disagi è importante difendersi dagli sbalzi di temperatura, far bere al proprio bambino piccole ma costanti quantità di acqua anche se si è in un ambiente fresco e, infine, prediligere cibi preparati al momento per evitare possibili tossinfezioni alimentari, facilitate dalle temperature calde.

Quando un bambino si ammala in vacanza, la sofferenza è doppia. Scatta ovviamente l’empatia per il piccolo malato di casa, che si trova costretto a patire l’ennesima infezione proprio quando avremmo voluto regalare a lui e a noi stessi un periodo di salute, giochi e benessere assoluto. Nondimeno il disagio è anche per gli adulti perché, se il piccolo non sta bene, nemmeno i genitori possono godersi una vacanza serena. Posto che non si può mettere un bambino in una campana di vetro per preservarlo da ogni piccola malattia, cerchiamo di capire quali sono i comportamenti che possono aprire la porta alle infezioni di tipo virale ma anche batterico, più tipiche della bella stagione.

L’aria condizionata è un fattore di rischio

Non intendiamo certo invitare a spegnerla e patire il caldo, ma è importante usarla in maniera corretta. In primo luogo per ciò che riguarda la manutenzione dell’impianto, poiché nei filtri possono rimanere imprigionati virus, allergeni, svilupparsi colonie batteriche che, “sparate” nell’aria possono più facilmente attecchire presso le vie respiratorie, alte o basse che siano. Nel caso delle alte avremo a che fare con raffreddori, otiti, faringiti. Se invece i patogeni aggrediranno le vie aeree inferiori esiste il rischio di andare incontro a tracheiti, bronchiti o polmoniti. Di conseguenza l’igiene degli impianti è la prima regola.

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Covid e condizionatori – Per molto tempo si è discusso se i condizionatori rappresentassero un possibile veicolo di propagazione del virus SARS Covid-19. Ebbene questo non può essere in linea di massima escluso, ma è probabile che, con una buona manutenzione degli impianti e dei filtri, l’aria immessa negli ambienti sia depurata. Dunque è necessario seguire scrupolosamente le norme di manutenzione e aprire regolarmente balconi e finestre per aumentare il ricambio dell’aria.

Attenzione agli sbalzi di temperatura

Un altro possibile “cavallo di troia” per virus e batteri è rappresentato da una differenza troppo accentuata tra la temperatura esterna e quella dell’ambiente climatizzato. In genere la differenza non dovrebbe superare i 5 o 6 gradi, per non avere un doppio shock termico: quello del passaggio dal caldo al freddo e viceversa. Per le vie respiratorie il primo è il più pericoloso poiché un repentino cambio di temperatura blocca momentaneamente la cossidetta “clearance mucociliare”, ovvero quel sistema di protezione delle mucose delle vie aeree che, tramite microscopiche ciglia vibratili, portano il muco dagli alveoli verso la trachea. Il freddo improvviso blocca il meccanismo e il virus trova quindi il modo di attaccare le cellule delle mucose respiratorie. A questo proposito vale la pena considerare che anche il bagno in mare o nell’acqua fredda di un lago, se c’è molta differenza con la temperatura esterna, può dare questo fenomeno. Quindi l’ingresso in acqua deve essere graduale per consentire un adattamento di tutto il corpo.

I rialzi febbrili in estate

La disidratazione peggiora la salute delle mucose

Un buon suggerimento è quello di bere qualche sorso d’acqua non appena si ha la sensazione di secchezza alle mucose delle alte vie respiratorie e, anzi, se possibile, anticipare questa sensazione. Molto spesso in estate l’aria si secca, sia per azione del sole, sia per l’uso di deumidificatori negli ambienti chiusi, ma in questo modo tende anche a seccare le mucose delle alte vie respiratorie, che ne risentono abbastanza rapidamente. Una mancata idratazione può condurre a irritazione delle cellule, peggiorandone la vulnerabilità nei confronti di virus e batteri. Quindi, se non possiamo agire sui parametri di umidità e temperatura di un ambiente, ecco che una felpa leggera da mettere sulle spalle e un sorso d’acqua ogni tanto proteggeranno i nostri bambini (ma anche noi stessi) da una situazione di potenziale fragilità.

Attenti anche alle tossinfezioni alimentari

In estate esiste sempre il pericolo che gli alimenti possano deperire con una certa rapidità. Pertanto la scelta degli stessi dovrebbe essere fatta seguendo un criterio di buonsenso, specialmente se ci troviamo in un posto che non conosciamo. Innanzi tutto attenti ai gelati e agli snacks da frigobar: le produzioni sono impeccabili da un punto di vista igienico, ma se avete la sensazione di trovarvi di fronte a un prodotto che ha subito uno scongelamento e poi è tornato in temperatura (di norma si riconosce per via della formazione di ghiaccio compatto e non farinoso sulla confezione), meglio soprassedere. Lo stesso vale per alimenti che sono rimasti esposti al sole e che contengono salse o intingoli e per le preparazioni con uovo crudo, a meno che non siano eseguite al momento. Il pericolo è quello di contrarre una gastroenterite di tipo batterico, dovuta allo sviluppo di qualche microorganismo nocivo a causa di una conservazione imperfetta.

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