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10/11/2020

Consigli

2 minuti

La febbre nei neonati e nei lattanti

Quando il primo rialzo febbrile di un bambino avviene nei primissimi mesi di vita bisogna seguire alcune regole di base, per orientarsi su che cosa sia bene fare e su che cosa sia necessario evitare per preservare il benessere del piccolo di casa

I neonati con febbre devono essere sempre visitati da un esperto. Nel primo mese di vita è necessaria una visita ospedaliera, a partire dal secondo mese va consultato il pediatra di libera scelta e la visita dovrebbe essere effettuata in giornata.

La prima febbre in un bambino è un evento sempre molto temuto da mamme e papà perché, specialmente nel caso si tratti del primogenito, e quindi manchi una esperienza pregressa, si tratta di una situazione inedita e quindi, per definizione, complicata. Chiaramente questa situazione genera ansia, la quale è la peggiore consigliera; nella mente del neogenitore, infatti, si affacciano preoccupazioni che possono anche diventare irrazionali perché orientate verso il peggior scenario possibile. E così la voglia di fare, reagire e risolvere velocemente la situazione si concilia male con i tempi e i comportamenti che la malattia richiede per poter fare completamente il suo corso. Ma vediamo subito quali sono i suggerimenti che provengono dalle linee guida Società Italiana di Pediatria, per la corretta gestione del neonato febbricitante.

Leggi anche: Perché viene la febbre?

Nei bambini di età minore o uguale a un mese che presentano febbre ci vuole sempre un controllo ospedaliero.

Come affermato anche in “Appropriatezza clinica del trattamento di febbre e dolore in pediatria” (Dell’era et al., 2018) il primo mese di vita è, anche intuitivamente, il più delicato: a partire dalla dimissione fino alla IV settimana ogni rialzo febbrile dovrà essere subito valutato all’interno di un pronto soccorso pediatrico. Al di là della fragilità del bambino stesso, nel primissimo mese di vita le infezioni virali o batteriche non sono da sottovalutare anche perché il bambino dovrebbe ancora essere protetto dagli anticorpi materni, assunti attraverso la placenta (prima della nascita) e il colostro. A questo proposito va chiarita una questione importante: se la febbre del neonato si presenta nei primissimi giorni dopo il parto, è molto probabile che l’infezione sia, come si dice in termini medici, “verticale”, ovvero si tratti di una malattia trasmessa dalla mamma, magari contratta poco prima del parto. Se, invece, la febbre si sviluppa dopo qualche tempo, è più probabile che l’origine sia, come si dice “orizzontale”, ovvero si tratti di un germe che proviene dall’ambiente circostante. Se la febbre sale dopo il primo mese ma comunque il bambino ha meno di 3 mesi di vita è opportuno rivolgersi sempre e con sollecitudine  al pediatra di libera scelta o, qualora il pediatra non potesse effettuare una visita tempestiva del bambino, ad una struttura ospedaliera.

Come mi accorgo che mio figlio ha la febbre

La prima febbre di un bambino non è facile da riconoscere perché, come abbiamo accennato precedentemente, manca l’esperienza per intercettare i segnali. Peraltro, questi stessi possono essere molto vari. Un primo segno possibile è la cosiddetta “marezzatura”, un termine che indica la comparsa di chiazze rossastre sul viso e, meno frequentemente, sul corpo. Il pallore è un altro segnale distintivo, così come gli occhi cerchiati. La fontanella potrebbe apparire tesa o, in caso di disidratazione, depressa. Irritabilità, scarso appetito e pianto flebile possono essere altri segni comuni

La febbre nei neonati e nei lattanti

In attesa della visita

Compatibilmente con le condizioni ambientali, in attesa di essere valutati dal pediatra, i bambini (anche se piccoli) vanno mantenuti con l’abbigliamento più leggero possibile. Ovviamente dobbiamo regolarci anche in relazione alla temperatura esterna, pertanto possiamo stabilire che se la temperatura d’ambiente è attorno ai 20 gradi, una tuta leggera in cotone è sufficiente per la dispersione del calore. Il body può essere considerato l’abbigliamento corretto in caso di rialzo febbrile estivo oppure se la temperatura del bambino è uguale o superiore ai 39 gradi. Se desidera mangiare, il bambino va assecondato e il latte materno può essere considerato una vera e propria medicina naturale, dato che contiene sostanze dalla riconosciuta azione di sostegno delle difese immunitarie.

Leggi anche: Come misurare correttamente la febbre al tuo bambino?

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